novità!
Il decreto del 26 gennaio 2026 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy introduce alcune novità nella normativa italiana sul servizio di radioamatore.
La principale riguarda l’istituzione della patente di classe N (Novice), pensata come livello iniziale per facilitare l’accesso al radioamatorismo. L’esame prevede un programma semplificato con nozioni di base di radioelettronica, normativa e procedure operative. Rimane la patente di classe A, che consente tutti i privilegi operativi previsti.
Il decreto introduce inoltre la possibilità di richiedere nominativi di chiamata personalizzati. I radioamatori potranno indicare un nominativo a scelta tra quelli disponibili, che potrà essere assegnato dal Ministero se conforme alle regole nazionali e internazionali.
L’obiettivo della riforma è semplificare l’ingresso nel servizio radioamatoriale, favorire nuovi operatori e modernizzare la gestione dei nominativi.
Più in dettaglio.. ma sempre in sintesi..
Il decreto del 26 gennaio 2026 emanato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 3 marzo 2026, introduce importanti novità nella normativa italiana sul servizio di radioamatore. Le principali riguardano l’introduzione della patente di classe N e nuove regole per l’assegnazione dei nominativi di chiamata, inclusi quelli personalizzati. (Gazzetta Ufficiale)
1. Introduzione della patente di classe N
Il decreto istituisce una nuova patente di operatore radioamatore di classe N (Novice).
Caratteristiche principali:
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rappresenta un livello iniziale di accesso al radioamatorismo
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prevede un esame semplificato rispetto alla patente completa
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verifica conoscenze di base di:
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radioelettronica
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normativa del servizio di radioamatore
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procedure operative fondamentali
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è rilasciata dagli Ispettorati territoriali del Ministero dopo il superamento dell’esame. (pianetaradio.it)
Questa patente si ispira alla raccomandazione europea CEPT per la classe Novice, con l’obiettivo di facilitare l’ingresso di nuovi operatori nel servizio radioamatoriale.
2. Struttura delle patenti
Con il nuovo assetto le patenti sono:
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Classe N – livello base (novice)
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Classe A – livello completo (equivalente HAREC)
La classe A resta la patente che consente tutti i privilegi operativi previsti dalla normativa.
3. Nominativi di chiamata “a scelta” (vanity call)
Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità di richiedere nominativi personalizzati, spesso chiamati vanity call.
Il decreto introduce:
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criteri e procedure per richiedere un nominativo specifico scelto dal radioamatore
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verifica da parte dell’amministrazione che il nominativo sia:
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disponibile
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conforme alle regole internazionali e nazionali di formazione dei nominativi
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gestione centralizzata delle richieste tramite i sistemi informatici del Ministero.
In pratica:
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il radioamatore può indicare uno o più nominativi preferiti
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se liberi e conformi, possono essere assegnati su richiesta invece di ricevere automaticamente il primo disponibile.
Questa novità introduce quindi anche in Italia un sistema simile a quello già diffuso in molti altri paesi.
4. Gestione e assegnazione dei nominativi
Il decreto stabilisce inoltre:
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le modalità amministrative per richiedere, assegnare e gestire i nominativi personalizzati
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i criteri per evitare conflitti o duplicazioni
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la gestione delle banche dati dei nominativi disponibili.
Restano comunque valide le regole di struttura del nominativo italiano (prefisso nazionale, cifra di area e suffisso).
5. Obiettivi del decreto
La riforma ha diversi obiettivi:
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semplificare l’accesso al radioamatorismo
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favorire nuovi ingressi nel servizio
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rendere più moderna e flessibile la gestione dei nominativi
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allineare la normativa italiana agli standard internazionali CEPT.
In sintesi:
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nasce la patente di classe N, livello base per iniziare l’attività radioamatoriale
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rimane la patente di classe A come livello completo
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viene introdotta la possibilità di richiedere nominativi personalizzati (vanity call)
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vengono definite le procedure per assegnazione e gestione dei nominativi.
Riferimenti: